Verde pubblico: una nuova visione per custodire il patrimonio arboreo del futuro

L’Amministrazione comunale meranese sta introducendo un’evoluzione metodologica coerente con i principi della norma UNI ISO 31000 sulla gestione del rischio. La volontà, comune ad altre amministrazioni, è quella di valutare in futuro singoli e gruppi di alberi integrando un’analisi più ampia del contesto urbano, dei possibili bersagli e delle conseguenze, per poter così assumere decisioni più oggettive, motivate e proporzionate.

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12/09/2026

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L’Amministrazione comunale meranese sta introducendo un’evoluzione metodologica coerente con i principi della norma UNI ISO 31000 sulla gestione del rischio. La volontà, comune ad altre amministrazioni, è quella di valutare in futuro singoli e gruppi di alberi integrando un’analisi più ampia del contesto urbano, dei possibili bersagli e delle conseguenze, per poter così assumere decisioni più oggettive, motivate e proporzionate.

CostanzoL'assessora all'ambiente Antonella Costanzo."Il patrimonio arboreo di Merano - spiega l'assessora all'ambiente Antonella Costanzo - è uno degli elementi più preziosi del paesaggio urbano e contribuisce in modo significativo alla qualità della vita, al benessere collettivo e alla sostenibilità della città. Molti alberi pubblici, messi a dimora diversi decenni fa, hanno oggi raggiunto una fase di piena maturità: non sono per questo automaticamente pericolosi, tuttavia richiedono una gestione particolarmente attenta, continua e fondata su valutazioni effettuate da personale altamente qualificato. La gestione degli alberi in ambiente urbano è oggi resa più complessa da spazi radicali limitati, suoli compattati, infrastrutture sotterranee, pavimentazioni impermeabili e dagli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico: siccità, ondate di calore prolungate (soprattutto di notte), fenomeni meteorologici estremi quali forti temporali e/o forti venti".

"In questo contesto la Giardineria comunale segue circa 8.067 alberature censite, di cui 6.803 inserite in un programma di monitoraggio specialistico VTA. Nel 2025 sono stati effettuati 2.869 controlli specialistici; nel 2026 sono già programmate 2.191 verifiche. Si tratta di un’attività costante di prevenzione, analisi e manutenzione, svolta in parte dalla squadra interna della Giardineria comunale e da ditte esterne specializzate. I dati mostrano che gli interventi di abbattimento sono accompagnati da un programma di rinnovo del patrimonio arboreo. Nel 2025 sono stati eseguiti circa 85 abbattimenti e 115 nuovi reimpianti. Si tenga presente che 58 di questi alberi sostituiti erano di medie o grandi dimensioni (>=30 cm), mentre gli altri di piccole dimensioni sono stati sostituiti per varie cause: disseccamenti, patogeni, incidenti stradali, ecc.ecc", precisa Costanzo.

I numeri - Nel 2026 risultano finora 43 abbattimenti a fine agosto, su un totale di 100 interventi programmati. Questa primavera sono stati 61 i nuovi alberi già messi a dimora che seguono anche i precedenti del 2025, con ulteriori decine di nuovi impianti previsti nella stagione autunnale stimate tra le 79 nuove alberature tra nuove posizioni e sostituzioni. Con un saldo positivo attuale stimato sui 40 alberi.

È bene considerare che l’abbattimento di un albero pubblico, quando necessario, rientra in una strategia più ampia di sostituzione e rinnovamento del patrimonio arboreo. Gli alberi che non garantiscono più adeguate condizioni di stabilità, tali da poter garantire un grado accettabile di sicurezza pubblica, vengono sostituiti con nuove piante, scelte tra specie più resilienti al cambiamento climatico e adatte all’ambiente urbano. L’obiettivo è custodire il verde esistente e preparare un patrimonio arboreo capace di accompagnare Merano nei prossimi decenni.

FornasiniIl tecnico della Giardineria comunale Niccolò Fornasini.Nuove specie arboree - Le nuove specie arboree scelte per il futuro dovranno saper sopportare lunghe siccità estive e al tempo stesso tollerare la rigidità invernale dell’arco alpino. Pertanto, anche la letteratura scientifica suggerisce di spostarsi verso specie mediterranee quali ad esempio il Bagolaro autoctono della flora meranese, il carpino bianco, querce come roverella, cerro o leccio, frassini come l’Orniello. Non mancano certamente il Platano, il Ginkgo, il Gelso bianco e nero ed anche alberi di conifera del genere Pinus, oppure della famiglia delle Cupressaceae e Taxodiaceace (ad es. Chamaecyparis, Cryptomeria, Taxodium, Metasequoia ecc.)

Un'evoluzione metodologica - Un altro aspetto interessante sarà quello di evitare i filari esclusivamente monospecifici (es. i vecchi viali di soli ippocastani o tigli) per impedire che un singolo parassita facilitato dal clima caldo comprometta l’intero complesso. In questo senso si sta procedendo lungo via San Francesco e via Huber ad esempio.

"In questo contesto - chiarisce Marco Masin, responsabile del Servizio gestione del verde e ambiente - l’Amministrazione comunale sta introducendo un’evoluzione metodologica coerente con i principi della norma UNI ISO 31000 sulla gestione del rischio. La volontà, comune ad altre amministrazioni, sarà di valutare in futuro singoli e gruppi di alberi integrando un’analisi più ampia del contesto urbano, dei possibili bersagli e delle conseguenze, per assumere decisioni più oggettive, motivate e proporzionate. Il rischio zero, quando si parla di organismi viventi, non esiste. È però possibile gestirlo con responsabilità, competenza e trasparenza, conciliando la sicurezza dei cittadini con la tutela del verde pubblico".

Quattro esempi concreti di gestione del pioppo in contesto urbano - Nel filare di via Bersaglio, in zona Maria Assunta, accanto al parco e al campo sportivo, gran parte dei pioppi cipressini è già stata sostituita con nuove alberature. Uno dei tre esemplari originari ancora presenti mostra un processo di degradazione alla base del tronco che ne impone l’abbattimento. In casi simili si valuta anche la sostituzione contestuale degli altri due alberi, che avendo formato per decenni un gruppo e, privati della protezione dell’esemplare vicino, risulterebbero più esposti al vento. Le più recenti analisi del rischio residuo indicano tuttavia che i due pioppi rimanenti possono essere temporaneamente conservati, sottoponendoli a breve a una prova strumentale di trazione. Ciò anche in considerazione del loro elevato valore ecologico e paesaggistico.

"Diversa è la situazione dell’imponente pioppo ibrido nell’area dell’asilo Sissi. Pur conservando una buona vitalità residua, l’albero è da anni sottoposto a ripetute riduzioni della chioma per contenerne le dimensioni e il rischio di cedimento di grossi rami. Sono inoltre emersi segnali di possibili danni recenti all’apparato radicale. Poiché l’area sarà interessata da nuovi lavori e scavi, occorrerà valutare con attenzione i costi, i benefici e le concrete possibilità di conservare l’esemplare nel lungo periodo", spiega Niccolò Fornasini, tecnico della Giardineria comunale.

Il pioppo nero situato presso l’area cani sarà abbattuto in quanto fortemente devitalizzato e verrà conservato come albero habitat.

Una situazione analoga riguarda alcuni pioppi neri nel parcheggio Meranarena di via Palade. Nel corso degli anni, alcuni di questi pioppi neri hanno subito condizioni particolarmente critiche: terreno molto compattato, urti e sollecitazioni causati dai mezzi pesanti e temperature estreme, con conseguenti cedimenti di branche. Queste circostanze hanno già reso necessaria la sostituzione di numerosi esemplari. I futuri reimpianti integreranno le alberature esistenti, favorendo la formazione di un popolamento più resistente. I due grandi pioppi posti all’uscita dei mezzi pesanti sono stati valutati con la nuova metodologia e potranno essere mantenuti, subordinatamente a una valutazione dei costi e dei benefici degli interventi presenti e futuri. Nel parcheggio sono già stati messi a dimora quattro platani e 33 pioppi cipressini, ricostituendo il filare originario con adeguate protezioni dai veicoli; sono inoltre previsti ulteriori platani.

Infine, il caso dei pioppi neri e bianchi in Passeggiata Lungo Passirio compresi nel tratto tra via XXX Aprile e via Huber conferma l’importanza di un monitoraggio continuo e di analisi approfondite sugli alberi maturi. Gli ultimi controlli, compresa una recente tomografia (una sorta di radiografia), hanno rilevato una rapida e significativa progressione del deperimento e della degradazione del legno interno causati dal fungo carigeno armillaria, sia nel fusto sia nella parte basale e radicale. L’obiettivo non è soltanto rimuovere gli esemplari compromessi, ma garantire nel tempo il rinnovamento sostenibile del filare, ovvero la sua continuità paesaggistica.

"Quattro situazioni diverse, accomunate da un unico principio: non esiste una soluzione valida per tutti gli alberi. La gestione del verde urbano richiede una valutazione puntuale di ogni esemplare e del relativo contesto, distinguendo tra gli alberi che possono essere conservati mediante monitoraggio e cura e quelli per i quali, quando il rischio risulta inaccettabile secondo la metodologia basata sulla norma UNI ISO 31000, la sostituzione rappresenta la scelta più responsabile", conclude Fornasini.

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Ultimo aggiornamento: 18/09/2026, 08:25

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