Videoispezioni a Sinigo: sotto osservazione i canali storici di bonifica

Proseguono a Sinigo le attività di verifica e analisi della rete idraulica storica dell’area Montefranco–Corridoni, nell’ambito della redazione di un Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica promosso dall’Ufficio tecnico del Comune di Merano e coordinato dall’ingegner Corrado Lucarelli dello studio Ingegneri Patscheider & Partner.

Data di pubblicazione:

04/06/2026

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Proseguono a Sinigo le attività di verifica e analisi della rete idraulica storica dell’area Montefranco–Corridoni, nell’ambito della redazione di un Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica promosso dall’Ufficio tecnico del Comune di Merano e coordinato dall’ingegner Corrado Lucarelli dello studio Ingegneri Patscheider & Partner.

La scorsa settimana i tecnici della ditta specializzata Kanaltech, su incarico dell’Ufficio tecnico del Comune di Merano e alla presenza del consigliere comunale Tommaso Cortellessa, hanno effettuato una serie di videoispezioni all’interno delle condotte e dei vecchi canali interrati.

KanalIl consigliere comunale Tommaso Cortellessa (a sinistra nella foto): "Le videoispezioni rappresentano un valore aggiunto fondamentale per la progettazione". Le verifiche hanno l’obiettivo di valutare lo stato di conservazione della rete di drenaggio e di smaltimento delle acque, ricostruirne l’assetto originario oggi non più visibile, analizzarne l’evoluzione nel tempo e individuare le principali criticità strutturali lungo l’intero tracciato.

Le attività si inseriscono in uno studio più ampio che riguarda i due principali canali storici dell’area, un sistema di bonifica profondamente trasformato nel corso dei decenni a seguito dello sviluppo urbanistico e oggi solo parzialmente leggibile sul territorio.

Una prima fase delle indagini ha interessato lo scarico del sistema drenante di via XXIV Maggio. In una precedente videoispezione, effettuata il 25 febbraio 2026, era stata infatti rilevata una discontinuità idraulica poco prima dello sbocco nell’ovoide interrato del rio Montefranco: un’interruzione della tubazione per circa 1,3 metri in corrispondenza del vecchio canale, con possibili fenomeni di interazione con la falda acquifera. Per il ripristino della continuità idraulica e per garantire un corretto deflusso delle acque, ASM Merano interverrà nel mese di giugno con un apposito collegamento.

Le operazioni più recenti si sono invece concentrate lungo il tratto ormai dismesso del vecchio Allacciante Montefranco, a partire dall’incrocio tra via Battisti e via Tellini. Il tracciato attraversa la zona ex Lazzari, costeggia il Parco Pappalardo – elemento centrale dello storico sistema di bonifica realizzato dall’ONC – prosegue lungo via Nazionale e confluisce infine nel Canale Corridoni. In origine, il sistema era costituito da una rete di canali che convogliavano le acque provenienti dai versanti sovrastanti l’attuale via Tellini e dal rio Castel del Gatto verso un canale a cielo aperto, fino al rio Sinigo. Con l’espansione urbanistica dell’area, in particolare nel triangolo compreso tra via Tellini, via Nazionale e il rio Sinigo, il canale è stato progressivamente tombato.

KanalUno dei canali ispezionati con l'attrezzatura della ditta specializzata Kanaltech.Le videoispezioni hanno consentito di confermare il tracciato delle condotte e di analizzarne lo stato di conservazione, mettendo in evidenza numerosi punti critici legati alla conformazione della rete. Le indagini hanno inoltre permesso di ricostruire l’evoluzione del sistema nel tempo, evidenziando differenti tecniche costruttive e successive modifiche. Tra le principali criticità riscontrate figurano dislivelli tra le condotte, restringimenti, pozzetti interrati o non più accessibili, tratti parzialmente ostruiti da sedimenti e, in alcuni casi, veri e propri salti strutturali non superabili, riconducibili a interventi realizzati in fasi diverse e non sempre coordinati. In alcuni tratti del vecchio scatolare sono stati rinvenuti detriti lapidei e legnosi, oltre a calcinacci, mentre porzioni di più recente realizzazione risultano eseguite con tubazioni circolari. Le verifiche hanno riguardato anche lo stato di impermeabilità delle strutture, al fine di comprendere i possibili effetti sul comportamento della falda acquifera.

È emerso inoltre che l’area continua ancora oggi a convogliare acque meteoriche provenienti dalle abitazioni circostanti attraverso un sistema in larga parte misto. Le prossime fasi del lavoro prevedono interventi di sgombero e pulizia delle canalizzazioni, il rifacimento di alcuni pozzetti e la realizzazione di nuovi punti di ispezione.

Il vicesindaco Nerio Zaccaria e il consigliere Tommaso Cortellessa hanno effettuato un sopralluogo per verificare direttamente lo stato delle operazioni e le risultanze emerse dalle videoispezioni, avviando le prime valutazioni sugli interventi necessari. Vi ha preso parte anche Astrid Tribus, responsabile dei Servizi tecnici di ASM Merano, che ha garantito la piena disponibilità dell’azienda nell’affrontare le problematiche emerse e nell’individuare le soluzioni tecniche più adeguate.

"Le verifiche in corso – dichiara il vicesindaco Nerio Zaccaria – sono un passaggio fondamentale per comprendere a fondo le criticità di un sistema idraulico complesso, stratificato nel tempo e profondamente modificato dall’urbanizzazione. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di intervenire in modo responsabile e programmato, mettendo in sicurezza il territorio e garantendo una gestione più efficiente delle acque, anche in relazione ai cambiamenti climatici".

"Le videoispezioni rappresentano un valore aggiunto fondamentale per la progettazione – sottolinea il consigliere comunale Tommaso Cortellessa – perché consentono di fotografare con precisione la situazione attuale della rete e di mettere in evidenza anche le criticità ereditate dal passato. Si tratta di un lavoro indispensabile per ricostruire in modo organico un sistema che per lungo tempo è rimasto privo di una visione complessiva".

Nella road map del gruppo di lavoro è prevista la consegna dei lotti di intervento entro il mese di luglio, mentre proseguono gli approfondimenti tecnici per la progettazione della futura stazione di pompaggio. "Per affrontare problematiche stratificate nel tempo – conclude Cortellessa – è necessario un approccio graduale, ma con l’avanzare delle verifiche emergono ulteriori elementi tecnici che richiedono soluzioni sempre più puntuali e una visione d’insieme costantemente aggiornata".

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Ultimo aggiornamento: 04/06/2026, 16:21

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